La Pupa e il Secchione: what's next?
Ieri ho visto la puntata del programma condotto da Enrico Papi e Paola Barale “La Pupa e il Secchione – il Ritorno” e sono rimasto sbalordito. E vi spiego il perché: la tv italiana è in caduta libera oramai da anni e presenta format televisivi sempre più squallidi ma questo programma rispetto agli altri Reality Show ha qualcosa di sadico e offensivo nei confronti dei concorrenti. Da un lato le Pupe e quindi le donne che sono presentate e trattate come delle bambole gonfiabili, dall’altro i Secchioni e quindi gli uomini che invece sono derisi perché poco virili nonostante le loro grandi doti intellettive. La trasmissione si basa esclusivamente su questa dicotomia tra la donna oggetto-sessuale e il maschio-sfigato. I concorrenti si sono presentati, immagino, spontaneamente e quindi hanno accettato la condizione di rappresentare questi due stereotipi in cambio di soldi e di notorietà televisiva. Mentre guardavo la puntata riflettevo a cosa ci stanno abituando e quindi come la soglia di morale si sposti sempre di più. Non voglio fare un discorso da moralizzatore o da puritano ma ieri sera in prima serata su Italia1, oltre alla sagra del culo e della tetta per di più sottoposti a chirurgia plastica, credo ci sia l’intenzione di portarci ad un livello sempre più basso di rappresentazione della realtà.
Se “La Pupa e il Secchione” è un reality show questo significherebbe che nella realtà esistono queste due tipologie di esseri umani (pupe e secchioni) dove il secchione sfigato e vergine, nonostante la sua intelligenza al di sopra della media, non può conquistare una Pupa perché lei guarda soltanto uomini ricchi, famosi e potenti (e non ha importanza se sono intelligenti). Come se non bastasse la Barale, la Parietti e anche Platinette istigano i Secchioni a saltare addosso alle Pupe, li incitano a tirare fuori la loro virilità nascosta, addirittura a perdere la loro verginità (meglio se in diretta tv!). Insomma il messaggio che passa in modo abbastanza esplicito è veramente deprimente, privo di valori ma di quelli fondamentali dell’essere umano. Smetto altrimenti sembro veramente un bigotto puritano e concludo con un pensiero sul futuro, su come si evolveranno questi programmi televisivi: penso che se oggi si è disposti a vendere la propria dignità domani probabilmente saremo pronti a vendere la nostra vita in cambio di soldi e di una breve notorietà mediatica. Ho visto un film che forse anticipa quello a cui assisteremo tra non molto. Il film in Italia è uscito con il titolo “Live! – Ascolti record al primo colpo” diretto da Bill Guttentag e interpretato da Eva Mendes. Di seguito il trailer italiano:

quando uscì truman show tutti si occuparono di sottolineare come quel film anticipava una tendenza già in atto: trasformare la realtà in uno show, confondere la vita di una persona con un copione televisivo. ma il film nel finale [spoiler per chi non l'ha visto] affrontava temi alti come la predeterminazione del destino individuale, la ribellione alla divinità creatrice come atto di autodeterminazione, le increspature nella scena del mondo come segnale di una realtà più varia e sconosciuta.
in tv si semplifica e si riduce ai minimi termini l’assunto di partenza, per tanti motivi. la questione secondo me non è se sia più o meno giusta questa riduzione. ma se questa riduzione possa diventare il modello di pensiero dominante. nel nostro schema di interpretazione della realtà esistono le pupe e i secchioni? o sono solo, perchè svuotati di profondità, un cliche televisivo? quel cliche quanto influenza la nostra idea di realtà?
mi verrebbe da dire che la risposta dipende da quanti modelli lo spettatore ha a disposizione. per questo il monopolio televisivo nella tv generalista ci sta uccidendo culturalmente, e per questo il nostro premier è responsabile della nostra arretratezza culturale. e chi dice il contrario nega l’evidenza dei fatti.