Qwiki – ovvero il web è morto e il pc non si sente molto bene
Durante il TechCrunch Disrupt, tenutosi a San Francisco tra il 27 ed il 29 settembre 2010, si è classificato al primo posto come miglior web app Qwiki. Che cos’è esattamente? Non saprei bene come descrivere questo progetto, diciamo che è un motore di ricerca evoluto. Non appena ho visto il video di presentazione non ho potuto non pensare ai romanzi di fantascienza di Philip Dick oppure ai film come Matrix, Minority Report e 2001 Odissea nello Spazio dove l’interazione tra l’uomo e la macchina è rappresentata in modo estremamente “umanoide”. Siamo abituati a vedere rappresentazioni letterarie e cinematografiche di uomini che interrogano computer senza bisogno di tastiere e mouse ma semplicemente parlando oppure sfiorando schermi. Queste che sembrano visioni di registi o scrittori si stanno rivelando come la realtà quotidiana di noi tutti soprattutto dopo l’accelerazione digitale che è avvenuta negli ultimi 5 anni. Guardate il video di seguito che riporta il funzionamento di questo nuovo servizio web. E’ strabiliante!
Questa applicazione Qwiki consentirà di consultare informazioni presenti su Wikipedia e riportarle in formato audio-visivo. Ad esempio si cerca “Albert Einstein” e invece dei risultati di ricerca in stile Google ci troveremo di fronte un entità umanoide che leggerà le informazioni trovate su Wikipedia e le riportarà in formato audio-visivo attraverso un’applicazione dedicata. In pratica la lettura diventa (ahimè) quasi secondaria.
Il touch screen sta sostituendo mouse e tastiere ma soprattuto il web è morto (Chris Anderson e Michael Wolff in un articolo di Wired del 17 agosto 2010) ed aggiungo anche che il PC non gode di ottima salute.
Internet agli inizi è stato definito come il "Libro-Mondo" perché veniva visto come il Grande Libro che avrebbe raccolto tutta la Conoscenza dell'Umanità. Credo che oggi questo scenario stia cambiando soprattutto per le modalità di accesso e di fruizione al Web tramite applicazioni dedicate e verticali (in questo senso il web è morto). Con Internet era nato il Net-Surfer cioè l'utente che esplorava e navigava il Web spesso anche senza una meta utilizzando l'ipertesto. Abbiamo rappresentato nel nostro immaginario collettivo Internet come un Libro Interattivo da consultare tramite dei click. Era il modo più facile dato che conosciamo bene un'interfaccia di un libro. Quindi sono nati i motori di ricerca, gli archivi e le banche dati online. Abbiamo cioè riportato quello che conoscevamo del Mondo di Prima soprattutto per quanto riguardava le modalità di interazione e di consultazione nel Mondo di Dopo. Questo ha portato alla realizzazione dei siti web che non sono altro che dei libri digitali con tanto di indice, testi e fotografie da consultare.
Durante questi anni però qualcosa è cambiato o forse ha semplicemente preso la giusta forma: il Net-Surfer ha iniziato a partecipare realizzando il proprio blog, commentando e discutendo nei forum fino ad arrivare alla iper-condivisione di testi, video, foto immagini e quant’altro attraverso i Social Network. Insieme all’evoluzione dell’utente, che è diventato anche e soprattutto un emittente, è iniziata un’evoluzione delle modalità di fruizione ed interazione. L’accesso alla conoscenza digitale è diventato sempre più frammentato e multi-prospettica. Possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una “sovraesposizione da informazione” e spesso si rischia di perdere la direzione. Questo senso di smarrimento e di overflow si sta riducendo con l’utilizzo di web app dedicate che permettono di accedere alle informazioni e servizi che maggiormente si utilizzano. Il browser viene utilizzato sempre meno e si accede al Web sempre più attraverso smartphone e touchpad. L’utente ha ridotto i suoi processi attentivi e la capacità di leggere testi lunghi ed è sempre più propenso a ricevere un pacchetto di informazioni multimediali che gli offrono un’immediata visione d’insieme dell’informazione, rapida e concisa.
Il web non è letteralmente morto ma sta scomparendo nell’accezione che si è avuta fin’ora: browser + tastiera + mouse.
Concludo questo lungo post con un video di Apple Computer del 1987 che immaginava un terminale denominato Knowledge Navigator che altro non è che l’iPad di oggi con all’interno l’applicazione Qwiki!
