sveglia italia

La “Teoria della Pallottola” è nata durante gli studi di Sociologia effettuati a cavallo delle 2 guerre mondiali: l’osservazione dei regimi nazisiti e fascisti in Europa su come venivano utilizzati i mezzi di comunicazione (radio, tv e stampa) hanno portato a pensare che l’individuo fa parte di una massa informe incapace di essere critica e che subisce il messaggio emesso dal media appunto come se il messaggio fosse una pallottola che colpisce il suo bersaglio. Di seguito un estratto preso da Wikipedia che ne descrive i tratti salienti:

La teoria ipodermica ha come suo fondamento e giustificazione la teoria della “società di massa”. Quest’ultima deriva dalla trasformazione della società preindustriale in società industrializzata e dalla conseguente crescita della divisione e specializzazione del lavoro. In particolare, la società di massa è composta, secondo tale pensiero, da individui:

  • indifferenziati;
  • isolati e atomizzati;
  • anonimi e poco colti;
  • senza organizzazione e leadership ;
  • facilmente suggestionabili;
  • contraddistinti da comportamenti collettivi uniformi.

Di conseguenza tali individui sono il bersaglio ideale per i messaggi propagandistici, che mirano ad ottenere dalla massa un dato comportamento.

La Teoria della Pallottola è stata in parte superata dagli studi successivi sui Mezzi di Comunicazione di Massa scoprendo, per fortuna, un audience capace in alcuni casi di essere più critica e consapevole. Il paradigma di base EMITTENTE—>RICEVENTE è stato comunque un punto fermo negli studi di Comunicazione sui Mass-Media. Fino a quando l’emittente era un canale televisivo, un articolo su un quotidiano oppure una trasmissione radiofonica era inevitabile che il messaggio fosse UNIDIREZIONALE e cioè dal Media verso l’Audience. Anche se un gruppo oppure un solo individuo aveva un opinione ed un parere diverso non era possibile replicare “ad armi pari” nei contronti di una Tv, un giornale oppure una Radio.

Poi qualcosa è cambiato. Arpanet, protocollo TCP\IP, informatica, Personal Computer hanno portato ad una Rivoluzione Digitale che ha portato nelle nostre case un nuovo Media molto diverso dalla TV, dalla Radio e dai giornali. Internet ha smontato in poco tempo il paradigma alla base della Teoria della Pallottola secondo cui il messaggio viaggia a senso unico dall’emittente al ricevente e quest’ultimo non può fare altro che subire la comunicazione ricevuta. Il Web ha permesso a chiunque di diventare un emittente potenzialmente in grado di raggiunge milioni di persone. Ma non è “solo” questo: il World Wide Web ha permesso la diffusione della conoscenza, ha annullato le distanze e facilitato la comunicazione tra le persone.

 

L’Italia non si è allineata al resto del Mondo né dal punto di vista culturale né dal punto di vista delle infrastrutture per portare Internet nelle case degli italiani ma soprattuto non si sta insegnando il valore che ha questo Media. Siamo un paese attaccato alle tradizioni e non riusciamo a staccarci dal triangolo tv-pantofole-telecomando.
Ci piace farci raccontare delle storie e accontentarci delle poche fonti istituzionali che ci dicono cosa sta succedendo.

Questo Digital Divide sta provocando dei danni molto gravi alla nostra coscienza, alla consapevolezza ed al senso critico. Internet è una grande opportunità per risollevare questo Bel Paese per il semplice motivo che può generare nuovo business, servizi più efficienti ed economici ma soprattutto può rendere le persone più informate, più coinvolte e più attive.

L’unica iniziativa che vedo per cercare di cambiare questa situazione è quella organizzata dalla rivista Wired.it: Sveglia Italia!

Navigate, leggete i blog che sono scritti dalle persone come voi, utilizzate i servizi di home banking, scambiatevi pensieri e immagini sui social media, acquistate un viaggio e noleggiate film online…

Internet apre la mente e fa bene allo spirito.