Social Marketing: sensibilizzare il consumatore a non credere alla Corporate Social Responsibility

5 Settembre 2008 By gaetanoanzisi

E’ uno degli argomenti più ‘gettonati’ nella agende dei media tradizionali il problema ambientale. Ma per fortuna il nostro Sistema Socio-Economico ha risolto il problema: adesso le aziende aderiscono alla responsabilità sociale d’impresa trasmettendo (tv, web, radio, stampa, etc) messaggi dolci e rassicuranti che raccontano al consumatore che il loro business è pulito e rispetta l’ambiente…

Purtroppo non è così, è difficile crederlo ed accettarlo ma non voglio stare qui a dire che dobbiamo reagire per cambiare le cose anche perché a quanto sembra è già troppo tardi. Scrivo questo post solo per lasciare una traccia della mia consapevolezza: Il modello socio-economico (il Progresso) sono è rivelato nel tempo come un sistema implosivo, insaziabile che ha sfruttato troppo le risorse. Questo ci porterà solo ad un punto di non ritorno (e forse già ci siamo). Credo che la l’unica soluzione sia radicale ed inevitabile: il ritorno alla Natura, alla Madre Terra con le sue leggi senza industrie, senza macchinari, senza petroli, senza plastiche ed inquinamento dove l’uomo non è altro che una specie animale come le altre.

Abbiamo sbagliato, il nostro Progresso porterà ad un Regresso o come scrive Ludik ad una Decrescita Felice: “in fondo una società che ha come solo scopo lo sviluppo economico è come un individuo che vuole solo essere obeso“…

Se volete approfondire l’argomento potete documentarvi sul sito Greenwashing Index, realizzato da una collaborazione University of Oregon School of Journalism and Communication e da Enviormedia un’agenzia di comunicazione specializzata nel Social Marketing ambientale. Il progetto ha come obiettivo principale di aiutare i consumatori a diventare critici nel valutare i messaggi pubblicitari che utilizzano come leva l’ecologia. Inoltre vorrebbero anche verificare che quanto dichiarato dalle aziende venga rispettato.

Intanto che leggete se fossi in voi inzierei ad abituarmi all’assenza di elettricità, benzina, telefoni e supermercati.