Gaetano Anzisi

iPad a cosa serve?

Tralasciando tutti i commenti positivi e negativi che si scatenano dopo una presentazione della Apple e superando gli schieramenti tra Windows e Mac, mi sono domandato a cosa serve l’iPad e per quale motivo è stato commercializzato.

La risposta è molto semplice: l’iPad vuole ridurre ulteriormente il digital divide facilitando le persone ad accedere nel mondo digitale in modo più semplice ed immediato.
Ovviamente Apple ha come obiettivo quello di aumentare i suoi profitti ma sta comunque offrendo un apparato che sta in mezzo tra uno smartphone e un personal computer.

L’iPad consente di navigare su internet, di leggere la posta, guardare foto, video e di giocare. Tutto questo senza utilizzare necessariamente una tastiera ed un mouse. In effetti come molti dicono non è una rivoluzione tecnologica ma è una rivoluzione della cultura digitale.

Non è un prodotto tecnologico rivoluzionario, al contrario è una semplificazione tecnologica per consentire un utilizzo intuitivo da parte di chiunque o quasi. Basta infatti toccare, scorrere, pizzicare lo schermo per interagire con le sue funzioni senza bisogno di un mouse o di altre periferiche.

Forse quel visionario di Steve Jobs si è sbagliato ma probabilmente l’iPad è l’inizio di un grande cambiamento. Anche la casalinga potrà accedere ad internet e consultare le ricette oppure scambiarsi messaggi via facebook con le sue amiche senza vedere con timore il computer del figlio o del marito….

Se volete ho creato un piccolo sondaggio sul mio profilo di linkedin dove potete votare.

Paolo Ainio (Mr Banzai) a casa Wired

Ainio a casa Wired Originally uploaded by riccardo luna.

“Il web funziona perché è sparito dall’orizzonte. Era misterioso e ora è familiare come il telefono o la rete autostradale”.
Il Grande Capo (Paolo Ainio) di Banzai S.p.A. è stato intervistato dalla redazione di Wired Italia e trovate il pezzo sul numero di settembre di Wired Italia. Per chi non lo sapesse:

siamo in missione per conto del Web

ICT4University: entro il 2012 gli atenei digitalizzati

Questa mattina con gli occhi gonfi dal sonno mentre prendevo il caffè sento una notizia altisonante alla radio:

entro il 2009 i tre atenei romani saranno digitalizzati,
entro il 2012 gli atenei di tutta Italia

La notizia continuava facendo ascoltare un intervista al Ministro Brunetta il quale dichiarava che le tre università di Roma avranno il wifi, i curricula online degli studenti (aggiungendo che i genitori possono vedere l’andamento dei propri figli), saranno aboliti i telefoni analogici, ci saranno le biblioteche online ma soprattutto gli studenti non dovranno più fare la fila all’università. Credo che hanno tagliato l’intervista mentre il Ministro Brunetta stava parlando del teletrasporto che a quanto pare sarà invece disponibile in una prima fase solo per i docenti ma in seguito anche gli studenti potranno usufruirne. Il comandante Kirk ha promesso personalmente al Cavaliere che regalerà un teletrasporto personale che da Arcore lo catapulterà direttamente a Palazzo Chigi.

Non voglio essere essere disfattista, non voglio fare discorsi politici ma cercherò solo di dare una mia opinione su un settore in cui ho una certa esperienza per lo sviluppo di progetti. Andiamo con ordine:

  • diffusione di reti wifi: se ne parla da anni in Italia mentre il resto del mondo utilizza da tempo reti senza fili per connettersi ad Internet. Anche se si riuscisse a rendere wireless l’università di Roma la tecnologia sarebbe comunque vecchia. Si parla di WiMAX e tutti i nuovi apparati mobili (telefoni e computer) stanno iniziando il passaggio dalla tecnologia Wifi a quella WiMax.
  • curricula online degli studenti: Brunetta ha parlato non del vantaggio di condividere il proprio profilo su Internet ma del fatto che i genitori posssano controllare i figli…mi fa tanto pensare ai tornelli per gli impiegati nei ministeri. Esistono piattaforme online vedi Linkedin con milioni di utenti che condividono da anni il proprio curricula. Forse sarebbe più opportuno che le università italiane facessero una partenrship con questa azienda per offrire un servizio personalizzato agli studenti italiani. In questo modo si eviterebbe di buttare soldi in progetti fantasmagorici (vedi Italia.it).
  • abolizione dei telefoni analogici: che significa l’introduzione dei telefoni VOIP cioè dell’utilizzo della rete Internet per poter parlare al telefono. Questo devo dire che è una cosa buona e giusta. La società per la quale lavoro usa i telefoni VOIP già da qualche anno!
  • biblioteche online: nel 1998 sono stato in Irlanda come studente Erasmus con la tessera universitaria potevo entrare in biblioteca, scegliere un libro dagli scaffali, accedere ad un computer nei corridoi della biblioteca e prenderlo in prestito. Se poi volevo prolungare il prestito potevo farlo sempre online da un qualsiasi computer. Già questo sarebbe un qualcosa di rivoluzionario per l’Italia ma non vedo come si possa pensare ad un progetto di digitalizzazione del patrimonio bibbliografico per poi metterlo a disposizione degli studenti. In ogni caso farei comunque una partnership con Google e in particolare con il suo progetto Ricerca Libri.
  • file all’università: ho un ricordo delle mezze giornate trascorse alla Sapienza per avere un certificato degli esami conseguiti, poi ho un ricordo vago di una specie di distributore di bibite lungo i corridoi che tramite un tesserino ti permetteva di fare alcune operazioni di segreteria. Poi il nulla, sparirono, erano sempre rotti! Non so questa volta cosa riusciranno a fare, si dovrebbe creare un cruscotto online, cioè un profilo utente per ogni studente universitario con tutta una serie di servizi di cui può usufruire: dalla prenotazione ad un’esame fino alla richiesta di certificati. Ma chi realizza e gestisce un’infrastruttura del genere? Gli stessi segretari che erano dietro a quegli sportelli? Sono andati in pensione? I nuovi sanno usare un PC?

Oltre questi dubbi e queste perplessità provo ad immaginare il problema operativo di un progetto del genere e vedo una grande buco nero…quindi stupitemi, strabiliatemi e fatemi vedere le università digitali!

Il fondo Quantica investe 4,3 milioni di euro per finanziare il Gruppo Banzai di Paolo Ainio

In un articolo del Corriere della Sera offline di oggi a pagina 33 si parla dell’investimento di 12,5 milioni di euro di Quantica SGR nel settore biotech e nel settore web. La società web che ha ricevuto 4,3 milioni di euro è la start-up Banzai S.p.A.. In particolare il capitale investito permetterà al Gruppo Internet, fondato da Paolo Ainio e Andrea Di Camillo, di sviluppare ed esportare all’estero due dei suoi progetti: il social serach engine Yourank ed il blog aggregator Liquida.

Sono passati circa 10 siamo passati nella bolla del 2001 ma forse finalmente Internet inzia ad essere riconosciuto anche in Italia come un settore industriale pari agli altri.

Bavo Paolo e tutto il Gruppo Banzai!!!

Ma.gnolia is out of order

Ma.gnolia, la web company che offriva il servizio di social bookmarking, è offiline da qualche giorno e probabilemente non potrà più offrire il servizio ai suoi utenti. Infatti ha perso tutti i dati degli utenti cioè tutti i preferiti salvati e condivisi dagli utenti su Internet e non è stato possibile recuperarli. Sul sito si trova infatti un messaggio di testo ed un video dove Larry Halff il fondatore di Ma.gnolia spiega imbarazzato cosa è successo. A quanto pare l’intera infrastruttura tecnologica era sotto dimensionata e aveva due mini mac che facevano il backup. Saranno contenti quelli di Delicius che non avranno più un importante concorrente su Internet.