Gaetano Anzisi

ICT4University: entro il 2012 gli atenei digitalizzati

Questa mattina con gli occhi gonfi dal sonno mentre prendevo il caffè sento una notizia altisonante alla radio:

entro il 2009 i tre atenei romani saranno digitalizzati,
entro il 2012 gli atenei di tutta Italia

La notizia continuava facendo ascoltare un intervista al Ministro Brunetta il quale dichiarava che le tre università di Roma avranno il wifi, i curricula online degli studenti (aggiungendo che i genitori possono vedere l’andamento dei propri figli), saranno aboliti i telefoni analogici, ci saranno le biblioteche online ma soprattutto gli studenti non dovranno più fare la fila all’università. Credo che hanno tagliato l’intervista mentre il Ministro Brunetta stava parlando del teletrasporto che a quanto pare sarà invece disponibile in una prima fase solo per i docenti ma in seguito anche gli studenti potranno usufruirne. Il comandante Kirk ha promesso personalmente al Cavaliere che regalerà un teletrasporto personale che da Arcore lo catapulterà direttamente a Palazzo Chigi.

Non voglio essere essere disfattista, non voglio fare discorsi politici ma cercherò solo di dare una mia opinione su un settore in cui ho una certa esperienza per lo sviluppo di progetti. Andiamo con ordine:

  • diffusione di reti wifi: se ne parla da anni in Italia mentre il resto del mondo utilizza da tempo reti senza fili per connettersi ad Internet. Anche se si riuscisse a rendere wireless l’università di Roma la tecnologia sarebbe comunque vecchia. Si parla di WiMAX e tutti i nuovi apparati mobili (telefoni e computer) stanno iniziando il passaggio dalla tecnologia Wifi a quella WiMax.
  • curricula online degli studenti: Brunetta ha parlato non del vantaggio di condividere il proprio profilo su Internet ma del fatto che i genitori posssano controllare i figli…mi fa tanto pensare ai tornelli per gli impiegati nei ministeri. Esistono piattaforme online vedi Linkedin con milioni di utenti che condividono da anni il proprio curricula. Forse sarebbe più opportuno che le università italiane facessero una partenrship con questa azienda per offrire un servizio personalizzato agli studenti italiani. In questo modo si eviterebbe di buttare soldi in progetti fantasmagorici (vedi Italia.it).
  • abolizione dei telefoni analogici: che significa l’introduzione dei telefoni VOIP cioè dell’utilizzo della rete Internet per poter parlare al telefono. Questo devo dire che è una cosa buona e giusta. La società per la quale lavoro usa i telefoni VOIP già da qualche anno!
  • biblioteche online: nel 1998 sono stato in Irlanda come studente Erasmus con la tessera universitaria potevo entrare in biblioteca, scegliere un libro dagli scaffali, accedere ad un computer nei corridoi della biblioteca e prenderlo in prestito. Se poi volevo prolungare il prestito potevo farlo sempre online da un qualsiasi computer. Già questo sarebbe un qualcosa di rivoluzionario per l’Italia ma non vedo come si possa pensare ad un progetto di digitalizzazione del patrimonio bibbliografico per poi metterlo a disposizione degli studenti. In ogni caso farei comunque una partnership con Google e in particolare con il suo progetto Ricerca Libri.
  • file all’università: ho un ricordo delle mezze giornate trascorse alla Sapienza per avere un certificato degli esami conseguiti, poi ho un ricordo vago di una specie di distributore di bibite lungo i corridoi che tramite un tesserino ti permetteva di fare alcune operazioni di segreteria. Poi il nulla, sparirono, erano sempre rotti! Non so questa volta cosa riusciranno a fare, si dovrebbe creare un cruscotto online, cioè un profilo utente per ogni studente universitario con tutta una serie di servizi di cui può usufruire: dalla prenotazione ad un’esame fino alla richiesta di certificati. Ma chi realizza e gestisce un’infrastruttura del genere? Gli stessi segretari che erano dietro a quegli sportelli? Sono andati in pensione? I nuovi sanno usare un PC?

Oltre questi dubbi e queste perplessità provo ad immaginare il problema operativo di un progetto del genere e vedo una grande buco nero…quindi stupitemi, strabiliatemi e fatemi vedere le università digitali!

Il fondo Quantica investe 4,3 milioni di euro per finanziare il Gruppo Banzai di Paolo Ainio

In un articolo del Corriere della Sera offline di oggi a pagina 33 si parla dell’investimento di 12,5 milioni di euro di Quantica SGR nel settore biotech e nel settore web. La società web che ha ricevuto 4,3 milioni di euro è la start-up Banzai S.p.A.. In particolare il capitale investito permetterà al Gruppo Internet, fondato da Paolo Ainio e Andrea Di Camillo, di sviluppare ed esportare all’estero due dei suoi progetti: il social serach engine Yourank ed il blog aggregator Liquida.

Sono passati circa 10 siamo passati nella bolla del 2001 ma forse finalmente Internet inzia ad essere riconosciuto anche in Italia come un settore industriale pari agli altri.

Bavo Paolo e tutto il Gruppo Banzai!!!

Berlusconi e Internet

Avevo scritto un post allarmante sull’interesse del Cavaliere sul Media Internet ed in particolare sulla sua intenzione di regolamentarlo…Questa vignetta serve per sdrammatizzare e sperareche non cerchi di fare qualcosa di veramente stupido e soprattutto IMPOSSIBILE!

TG1 Rai diventa UGC: il TG1 sei tu

Ieri ho scoperto quasi per caso l’iniziativa del TG1 di far partecipare i telespettatori alla costruzione delle notizie del telegiornale. Questa è una notizia a dir poco SENSAZIONALE! Mamma Rai ma soprattutto il TG1 cioè il telegiornale nazionale, istituzionale, politicizzato, pilotato e chi più ne ha più ne metta apre le porte alla possibilità di proporre video che saranno poi selezionati ed utilizzati durante il TG1 per raccontare le notizie anche dal punto di vista del telespettatore. Si avete letto bene: il web 2.0 e quindi l’UGC (cioè il Contenuto Generato dagli Utenti) fa il suo ingresso nel telegiornale della sera. Questa iniziativa può essere epocale: l’Italia è “tvcentrica” e quindi tutto quello che passa dentro allo schermo tv diventa reale, interessante, noto e quindi da fare e provare! Facebook in Italia ha avuto un accesso di nuovi utentoi pari al 600% dall’estate scorsa solo perchè i media tradizionali ne hanno parlato. Ero iscritto su Facebook da anni e lo usavo per dialogare con gli amici stranieri che lo usavano da tempo. Ora è di moda e persone che purtroppo ancora non usano Internet sono però su Facebook 🙂

Signore e signori posso annunciare orgoglioso che l’avvento della nuova generazione dei media, sociali e condivisi, è imminente!!! Forse sempre più persone inizieranno a capire che mestiere faccio 🙂 Non sono un webmaster! Non sono un informatico! Non sono un programmatore!

Il Tg1 non più solo da vedere, ma anche da fare. Proposte, idee, storie, commenti. Il tema dei filmati non ha limiti. Può essere una festa o una denuncia, un curioso momento personale o la condanna di un sopruso. Immagini divertenti o da meditare.

> Per inviare il tuo video via posta, spediscilo a questo indirizzo
Il Tg1 sei Tu – redazione Tg1
Palazzina A, stanza 259
Largo Villy de Luca 4 – 00188 Roma

Sicurezza stradale: basta un attimo

I morti continuano a lasciare le loro tracce lungo le strade italiane e non vedo nessun provvedimento forte per cambiare la cultura della strada, della guida sicura per le strade. L’unica azione forte è stata quella di aumentare le sanzioni. Ho trovato questo sito che fa parte di una camapgna istituzionale per sensibilizzare i giovani. Si chiama Basta un attimo ed è totalmente inutile! Hanno anche realizzato un canale su Youtube ed anche questo è  inutile. Questo è il video della campagna


Su un vecchio post avevo già parlato della sicurezza stradale e soprattutto sul tono della comunicazione che ci dovrebbe essere…guardate il video istituzionale dello stato irlandese per sensibilizzare i giovani alla cultura della guida sicura.

SmarCam Digitale Terrestre per Panasonic, Sony e altre marche?

“Rumors” parlano finalmente di una SmarCam universale per poter vedere i canali del Digitale Terrestre a pagamento (criptati) sia per Mediaset Premium che per La7 Più.

Avevo già parlato dello scandalo italiano su Digitale Terrestre rigurado alla SmarCam (cioè l’adattatore), distrtibuito ufficialmente solo per i televisori Samsung, che in realtà funziona con la maggior parte delle TV LCD dotate di digitale terrestre incoroprato. Su Digital Forum esite un forum con la lista delle televisioni che funzionano con la SmarCam marchiata Samsung.

La voce della SmarCam universale per tutti i televisori dotati di Digitale Terrestre incorporato non è confermata ma cercherò di tenere aggiornato il blog sull’argomento.

Stay tuned!

Digitale terrestre e SmarCam: lo scandalo italiano

Vorrei tanto che questo blog fosse letto da migliaia di utenti per diffondere quanto sto per scrivere riguardo ad un altro scandalo italiano riguardo lo sfruttamento delle tecnologie analogiche e digitali per lucrare senza avere la sensibilità, la cultura e la coscienza di preocucparsi prima di offrire un servizio che diffonda contenuti di qualità verso gli utenti e poi di definire un prezzo per questo servizio. La televisione italiana vive da sempre problemi politici che portano solo ad un impoverimento della qualità dei contenuti sia per quanto riguarda la RAI che Mediaset. Purtroppo è noto che i monopoli (o duopoli) fanno male alle aziende e quindi a chi usufruisce dei prodotti e servizi offerti da queste.

Con l’avvento del digitale terrestre avremmo potuto risolvere tutto questo dando la possibilità ad altri di offrire canali televisivi. Infatti rispetto al segnale analogico che ha un numero finito di canali il digitale ne ha una quantità prossima all’infinito e inoltre con dei costi molto più bassi per un emittente. Questo avrebbe dato la popssibilità a molti imprendittori di entrare nel mondo della televisione rompendo il duopolio RAI-Mediaset con un vantaggio per l’industria televisiva da un lato e un innalzamento della qualità dall’altro. Ma siamo in Italia e questo non può avvenire: quindi i decoder per ricevere il segnale digitale sono stati prodotti eo distributi da Paolo Berlusconi e dopo una sentenza dell’antitrust e del Garante per le Telecomunicazioni è stato reso ufficiale che non è necessario avere un decoder per vedere il digitale terrestre se si possiede una tv lcd con lo slot CI. Infatti quasi tutti i televisori lcd hanno il decoder digitale terrestre integrato oltre allo slot CI che permette di inserire una scheda ad esempio Mediaset Premium oppure La7 più. Ma qui c’è il mistero.

Lo slot CI è uno standard internazionale che tutte le tv lcd hanno di modo che le emittenti tv producono le loro schede per gli abbonamenti secondo quello standard. In Italia non è così! La scheda non viene letta ed è necessario comprare il decoder prodotto eo distribuito da Paolo Berlusconi.

Per me non è una questione politica, poteva essere anche un business di Occhetto ma è comunque una vero scandalo italiano. Hanno quasi terrorrizzato gli italiano dicendogli che se non compravano il decoder per il digitale terrestre non avrebbero più potuto vedere al tv e poi hanno nascosto, con l’avvento delle tv lcd che hanno lo slot per leggere le carte Mediaset e La7, che potevano anche non comprare più il decoder. Ieri me la sono rischiata. Sono andato prima da Fnac e poi da Mediaword per comprare l’adattatore smartcam da inserire nello slot CI per poter utilizzare una carta Mediaset Premium oppure La7 più.

Sia da Fnac che da Mediaword a Porte di Roma mi hanno chiarmente detto che l’adattatore è in vendita solo per marca di tv: cioè ogni casa che produce tv ha realizzato il suo smartcam. Non solo per ora è disponibile solo per le tv Samsung. Se volevo però c’era una parete intera di decoder digitali da comprare…me la sono rischiata ed ho comprato una smartcam solo per tv samsung ed ho provato ad utilizzarla su un televisore sharp aquos. Ovviamente funziona perfettamente…quindi se avete una tv lcd con lo slot ci NON COMPRATE UN DECODER DIGITALE TERRESTRE.