Gaetano Anzisi

Little Big Planet

Questa playlist presenta 3 video incredibili di un video gioco presentato da Media Molecule e Phil Harrison della Sony. Il gioco è per bambini dai 3 ai 10 anni e presenta una dinamica e interattività veramente incredibili. I personaggi interagiscono con il mondo e l’ambiente tridimensionale. Devono spostare palle, saltare su alberi o vari marchingegni. E’ veramente spettacolare, intelligente e stranamente non violento! La prima cosa a cui ho pensato è stato Incredible Machine

I wireframe devono essere brutti

Alberto nel suo ultimo post ‘Bassa fedeltà‘ dichiara che i wirefame per la definizione dei modelli di visual design devono essere brutti, privi di colori e devono possibilmente partire da un disegno su carta. Sono perfettamente daccordo su tutta la linea ma purtroppo questa metodologia in Italia non è molto applicata. Siamo ancora lontani dai modelli e dagli standard adottati in altri paesi dove il Web e il visual design sono una scienza certa che si basa su anlisi e studi strutturati.
Nella foto uno degli ultimi progetti che sto sviluppando: nonostante sia un mancino e il mio livello di disegno non sia andato oltre quello di un bambino delle elementari 🙂 ho sempre fatto degli schizzi prima di passare al digitale. Ovviamente li ho sempre gelosamente nascosti…

La mia lettura del week end: dallo user centered al goup centered design

Non posso che divorarmi questo prezioso documento di studio e di analisi durante il week end ormai alle porte: Elementi teorici per la progettazione dei Social Network di Gianandrea Giacoma e Davide Casali. Per chi fosse interessato al documento in PDF con licenza creative commons ecco il link diretto. Se siete proprio appassionati e volete dare un vostro contributo qui troverete il wiki di Bzaar.net

P.S.
Grazie ad Alberto e Cristiano per la segnalazione!

WEB 2.0 e d’intorni

In principio era ARPANET la prima rete di trasmissione dati a pacchetto. Era la fine degli anni’50 e gli Stati Uniti cercavano un modo di comunicare in modo sicuro senza essere intercettati dall’Unione Sovietica. Era il periodo della Guerra Fredda. Il progetto militare venne poi sviluppato anche in ambito universitario fino al 1974 anno in cui il protocollo di trasmissione dati TCPIP non diventa uno standard riconosciuto: nasce ufficialmente Internet.

Dobbiamo aspettare ancora decenni prima che la sua diffusione diventi world wide: prima l’avvento dei personal computer, poi i sistemi operativi con le interfacce grafiche a finestra (Apple e Windows) fino all’avvento dei browser web, delle e-mail, gli Internet Service Provider…E’ una storia nota a molti. Sorvolando il boom puramente speculativo della fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 ci troviamo oggi nel 2006 ad una nuova Era del sistema di comunicazione a pacchetto (Internet appunto). Non esiste più una netta linea di demarcazione tra la fonte, la sua modalità di distribuzione e la fruizione del dato. Intenet è finalemnte diventato e usato come un Nuovo Media.

L’autore dell’informazione tende sempre più a coincidere con il navigatore web. Stanno scomparendo queste due figure tipiche dei mezzi di comunicazione tradizionali come radio, tv e stampa dove c’è chi produce e distribuisce informazione e chi ne fruisce in modo passivo leggendo, guardano e ascoltando. Internet consente di avere un proprio spazio per realizzare un sito a costi irrisori, è possibile avere un blog, partecipare a newsgroup e forum, contribuire all’arricchimento dell’enciclopedia Wikipedia oppure è possibile utilizzare strumenti Open Source come TikiWiki.

Insomma sta per scomparire il navigatore? Il net surfer? Tutti possono pubblicare su internet le loro idee, le loro foto, i loro video. I software non sono più protetti da licenze e possono essere liberamente utilizzati per uso personale basta citare e ringraziare l’autore…Esistono nuovi modelli di copyright (Creative Commons) dove l’autore sceglie come terzi possono disporre dei contenuti.

Insomma per chi non se ne fosse accorto è in corso una vera Rivoluzione Digitale. Immaginate cosa succederebbe se nel sistema Televisivo Italiano gli strumenti (soprattutto) e le leggi permettessero a chiunque di distribuire contenuti, avere una propria emittente con un palinsesto… cambierebbe completamente lo scenario. Non posso prevedere il futuro ma sono esaltato all’idea di essere nel bel mezzo di questo cambiamento.

Il video di seguito riportato è la presentazione di tutti gli strumenti interattivi presentati e proposti da Google.